La perfida Saigone

  • By Kommandantur
  • Feb 10th, 2020
  • Blog

SCENARIO “ITALICHE ALTERNATIVE”

Secondo Mario Farneti, autore della celebre “Trilogia di Occidente”, se l’Italia fascista fosse rimasta neutrale… sarebbe andata in Vietnam.

Invocando il “patto narrativo”, lasciamoci coinvolgere dal romanzo ed immaginiamo l’intervento della Regia Aeronautica al fianco degli Stati Uniti in Vietnam per contrastare la minacciosa espansione del comunismo. Boia chi molla contro il nemico comune: la perfida Saigone.

Base aerea di Than Son Nhut (Vietnam del Sud), 1968

Il contributo dell’Impero Italiano alla causa degli Stati Uniti negli anni dal 1966 al 1970 fu sistematico e costante; già dalle prime fasi della guerra la Regia Aeronautica inviò in Vietnam diversi squadroni, il cui numero era destinato ad aumentare contestualmente all’adozione della cosiddetta politica dell’excalation voluta dall’alleato. Riverniciati ed opportunamente modificati per operare in quell’inusuale teatro, gli aerei italiani erano stanziati principalmente nella base aerea di Than Son Nhut, alle porte di Saigon, che condividevano con la 33d e la 53d Tactical Air Wing della loro controparte americana.

Nelle immagini, i due aerei maggiormente impiegati dalla Regia Aeronautica per quella campagna, della quale diventarono il simbolo: l’F-4 Phantom II (subito italianizzato in “Spettro”) ed il Fiat G91.

Diorama del Fiat G91: scala 1:48; autore: Claudio Col.

Diorama dell’F4 Phantom: scala 1:72; autore: Carlo Pucci. Modello vecchio di circa 40 anni, restaurato e ridipinto.

Post scriptum: come andarono le cose 🙂

I diorami, apparentemente giocosi, si basano invece su considerazioni storiche (scelta delle livree e dei modelli di aerei) per nulla lasciate al caso. Il loro aspetto fu studiato a tavolino anche per creare un “colpo di scena” negli spettatori.

La strategia funzionò… fin troppo. Alla mostra di Novegro del 2018, i diorami attrassero e divertirono numerosi visitatori, incuriositi da quegli aerei così inusuali, ma presto la situazione andò fuori controllo e prevalse l’aspetto goliardico che ci aveva affibbiato il pubblico. Scoprimmo addirittura di essere stati al centro di numerose discussioni sul web, specie sul gruppo semiserio “Io, il Gobbo, le Vedove & il Tubo da Stufa“. Vi ringraziamo tutti 🙂

Kommandantur

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